sabato 15 maggio 2010

Supporto a "Comitato Territoriale Di Fossalta"



Il COMITATO TERRITORIALE DI FOSSALTA è nato con il principale intento di informare quante più persone possibile, sui pericoli e sulla ulteriore devastazione dell’ambiente che comporterà la prevista costruzione a Villanova, della centrale Zignago Power.
Il Comitato, composto da persone tutte residenti nel nostro Comune, è apartitico - sebbene ogni suo componente abbia, evidentemente, una propria. idea politica, comunque irrilevante rispetto agli obiettivi da conseguire - ed è aperto all’adesione e alla partecipazione di tutti coloro che vorranno contribuire al conseguimento degli scopi che si è prefissato, in particolare:

LA TUTELA DELLA SALUTE NOSTRA E DEI NOSTRI FIGLI, LA SALVAGUARDIA DEL NOSTRO TERRITORIO E DELLE SUE PROSPETTIVE SOSTENIBILI DI SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE.

giovedì 5 novembre 2009

Vorrei sapere cos'è il biodiesel e che vantaggi/svantaggi ha rispetto al gasolio normale.

Questo articolo è tratto dal sito ufficiale dell' Eni nella sezione F.A.Q. lascio a voi le evidenti conclusioni:

Il biodiesel è un combustibile di origine vegetale, ottenuto da vari tipi di olio di semi (es. girasole, colza, soia) a seguito di un processo detto di "trans-esterificazione", che rende il biodiesel molto simile al gasolio di origine minerale.
La seconda domanda è più complessa e richiederebbe una risposta alquanto articolata (al riguardo si tengono convegni e si scrivono libri).
In estrema sintesi, si può dire che l'utilizzo del biodiesel, da solo o in miscela con gasolio, complessivamente non comporta variazioni di rilievo, né dal
. unto di vista delle emissioni di inquinanti, né da quello dei consumi.
Il punto a favore del biodiesel è costituito dal fatto che, essendo un combustibile di origine vegetale, rappresenta una forma di energia "rinnovabile", al contrario dei combustibili fossili, e quindi nel suo ciclo vitale dà luogo a minori emissioni di CO2.
Il punto a sfavore è rappresentato dal suo costo di produzione (si tenga presente che, per renderlo concorrenziale con il gasolio, lo Stato deve rinunciare completamente all'accisa, pari a 0,40 Euro al litro, che invece grava sul gasolio minerale).
Inoltre la sua disponibilità è piuttosto limitata: basti pensare che se tutti i terreni disponibili in Europa (cioè quelli attualmente incolti) venissero dedicati alla coltivazione di materie prime per il biodiesel, non si riuscirebbe a coprire nemmeno il 5% del consumo di gasolio per autotrazione.
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Articolo tratto da Eni.it

venerdì 30 ottobre 2009

Bio masse e agro carburanti basta un video per ingannarci?

Basteranno immagini ad effetto e musiche incalzanti per convincerci?
Ma che siamo tutti co...i? Beh spetta a voi scoprirlo intanto le ditte come la Cereal Docks con il benestare della regione Veneto e dei comuni si fa gli "affaracci" suoi, vi consiglio di vedere questo video di presentazione ufficiale della Cereal Docks.
In questo filmato possiamo vedere come ci venga propinata l'attività della sopra nominata come soluzione al male futuro dell'inquinamento, ma sarà vero? Tutte queste materie prime che potrebbero essere cibo come vengono impegnate? Soprattutto che giro del mondo (inquinando) fanno prima di venire bruciate nelle loro centrali costruite sul giardino di casa nostra?


Oltre a questi "problemucci" ci si deve anche porre l'incognita degli OGM, i prodotti importati dal resto del mondo non hanno gli stessi controlli e regole applicate in Italia,
voi vi sentite tranquilli?
Sarà sufficiente fidarsi dell'onestà dei registi, attori e protagonisti di questo "Bio thriller" ?
O dovremmo aspettarci un finale che porterà scontate conseguenze?

Mentre VOI state a guardare "loro" guadagnano e Voi vi intossicate.
Rimanere spettatori per vedere come andrà a finire potrebbe non essere salutare....

domenica 25 ottobre 2009

Nano-particelle e patologie respiratorie

Stefano Montanari racconta come e perchè il microscopio elettronico che fu acquistato nel 2007 con i fondi di una raccolta popolare iniziata l’anno prima gli sarà tolto.
La motivazione della raccolta appoggiata da Beppe Grillo fu quella di dotare gli scienziati Antonietta Gatti e Stefano Montanari di un microscopio elettronico in sostituzione di quello la cui disponibilità era stata loro tolta. Ora, a distaza di qualche anno, la ragione della raccolta risulta stravolta.


Nanoparticelle farmacologiche danneggiano il polmone
.
Frammenti di un filtro chirurgico comunemente installato nella vena cava dei malati di tromboembolia polmonare, vengono estratti dal corpo di un paziente dopo un’accidentale rottura dello strumento. Un’analisi accurata di quei
frammenti rivela la presenza di materiali che non appartengono né al filtro né all’organismo umano.

L’indifferenza della comunità accademica di fronte a questa scoperta si trasforma in disagio e talvolta in vero e proprio boicottaggio quando gli studi condotti dall’autore continuano a confermare un preoccupante risultato: il nostro corpo assorbe, dall’aria che respiriamo così come dai cibi che ingeriamo, diverse tipologie di elementi, minuscole polveri che, riconosciute come estranee dal corpo, provocano reazioni infiammatorie importanti, talvolta origine di gravi patologie.

Nasce da queste prime indagini un ostinato percorso di ricerca per dare finalmente risposta a un quesito scientifico fino a oggi pericolosamente ignorato o osteggiato. Qual è l’origine delle micropolveri? Come agiscono quando
vengono assorbite dal nostro corpo? Quali patologie apparentemente estranee a questo fenomeno possono finalmente trovare una spiegazione?

L’Associazione dei Medici Per l’Ambiente (ISDE Italia) è fortemente preoccupata in merito all’ incremento dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU) tramite incenerimento, che si sta proponendo nel nostro paese, sia con la costruzione di nuovi impianti, sia con l’ ampliamento di quelli esistenti.

Lo smaltimento dei rifiuti esige, innanzi tutto, una seria politica delle “R” come Razionalizzazione, Riduzione della produzione, Raccolta differenziata, Riciclaggio, Riuso, Riparazione, Recupero.

Solo dopo aver attuato tutti i punti precedenti, si potrà eventualmente valutare correttamente la migliore tecnica impiantistica per lo smaltimento della frazione residua scelta tra i sistemi che garantiscono meglio salute umana ed ambiente (pensare al trattamento con recupero energetico dell’’esigua frazione residua). Solo con questa politica, oltre a ridurre i costi economici, si possono ottenere impatti ambientali e sanitari inferiori a quelli prodotti dagli inceneritori e dalle discariche.

L’ incenerimento degli RSU è, fra tutte le tecnologie, la meno rispettosa dell’ ambiente e della salute. E’ inevitabile la produzione di ceneri (che rappresentano circa 1/3 in peso dei rifiuti in ingresso e devono essere smaltite in discariche speciali) e l’immissione sistematica e continua nell’atmosfera (di milioni di m3) di fumi, polveri grossolane (PM10) e fini (PM2.5 , ovvero con diametri inferiori a 2.5 micron) costituite da nanoparticelle di sostanze chimiche (metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine e furani, ecc.) estremamente pericolose, perché persistenti ed accumulabili negli organismi viventi.

La combustione trasforma infatti anche i rifiuti relativamente innocui quali imballaggi e scarti di cibo in composti tossici e pericolosi sotto forma di emissioni gassose, polveri fini, ceneri volatili e ceneri residue che richiedono costosi sistemi per la neutralizzazione e lo stoccaggio.

Per noi, Medici per l’Ambiente, è prioritario pensare agli effetti sugli esseri umani più fragili, perché già malati, o più suscettibili come bambini, donne in gravidanza, anziani. Il rischio non è solo riferibile ad una maggiore incidenza di tumori (già segnalata), ma anche ad altre problematiche quali: incremento dei ricoveri e della mortalità per cause respiratorie e cardiocircolatorie, alterazioni endocrine, immunitarie e neurologiche.

Si ribadisce che in problematiche così importanti e complesse devono sempre essere privilegiate le scelte che si ispirano al principio di “precauzione”, alla tutela e salvaguardia dell’ambiente, consci che la nostra salute e quella delle future generazioni è ad esso indissolubilmente legata come le drammatiche esperienze su amianto, benzene, piombo e polveri fini dovrebbero averci insegnato).

L’Associazione Medici per l’Ambiente chiede che:

1. Venga istituita immediatamente una moratoria sui progetti di termodistruzione (o termovalorizzazione) in corso;
2. Venga incentivata economicamente la politica delle “R”;
3. A cura delle Autorità competenti, vi sia una efficiente ed efficace azione di verifica e controllo, in continuo, dei possibili inquinanti (al camino, aria, terra e falde acquifere) per gli impianti già in funzione e che questi controlli siano simultaneamente affiancate da rigorosi monitoraggi sanitari delle popolazioni già potenzialmente esposte;
4. Siano istituzionalizzati i Garanti delle popolazioni che dovranno conoscere in tempo reale i risultati delle campagne ambientali, sanitarie e l’andamento delle misurazioni di tutte le possibili emissioni causate dal sistema di smaltimento operante, al fine di proporre tempestive soluzioni.

TUTTI GLI UOMINI SONO RESPONSABILI DELL’ AMBIENTE,
I MEDICI LO SONO DOPPIAMENTE!

Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia (www.isde.it) affiliato a: International Society of Doctors for the Environment

Articolo tratto dal sito Bacheca di vita termolese

martedì 20 ottobre 2009

Il biodiesel europeo fa disastri in Indonesia


Un motivo in più per valutare la "soluzione" delle centrali a biomasse.

Il "carburante verde" mette a rischio le foreste pluviali indonesiane e può portare all'estinzione dell'orango. Un nuovo rapporto diffuso dal Friends of the Earth mette in luce le conseguenze della legge europea sul biodiesel. La legge, volta a promuovere alternative rinnovabili al petrolio e ai suoi derivati, sta provocando una massiccia espansione delle piantagioni di palma da olio in Indonesia, ai danni delle foreste torbiere. Il rapporto illustra gli effetti del boom dell'olio di palma nella regione di Ketapang, nell'isola del Borneo, dove l'espansione delle piantagioni si accompagna alla deforestazione illegale e a diffuse violazioni dei diritti umani Situato nella provincia del Kalimantan occidentale, nella parte indonesiana del Borneo, il Ketapang è teatro di una nuova ondata di deforestazione.
- Nel corso degli ultimi tre anni, il governo ha rilasciato licenze per la conversione in piantagione di palma da olio sul 40 per cento dell'intero territorio, 1,4 milioni di ettari, senza curarsi delle leggi e delle aree protette;
- 39 licenze su 54 includono foreste protette: ben 40.000 ettari, tra cui i parchi nazionali creati per la protezione dell'orango;
- i diritti delle comunità locali sono sistematicamente violati. Nel 2008 sono stati registrati venti conflitti legati alla proprietà della terra, ma questo numero è destinato ad aumentare assieme all'avanzata dei bulldozer.
- il 43 per cento della terra è in mano a imprese che pretendono di produrre olio di palma sostenibile, in quanto fanno parte del Roundtable for Sustainable Palm Oil (RSPO), il discusso standard ambientale per la certificazione dell'olio di palma. Le imprese che fanno parte del RSPO non mostrano sostanziali differenze: gli abusi verso l'ambiente e le comunità locali sono gli stessi ;

"La crescita della domanda di olio di palma sui mercati internazionali sta conducendo alla deforestazione illegale e a gravi conflitti sociali - commenta Geert Ritsema, di Friends of the Earth - Di questo passo le foreste del Borneo saranno cancellate dalla faccia della terra, assieme alle specie animali che vi abitano, e saranno rilasciate quantità immense di gas serra".
L'olio di palma, impiegato nella produzione di biodiesel per il trasporto e la produzione di energia elettrica, gode degli incentivi dell'Unione Europea ai biocarburanti.
Il rapporto di Friends of the Earth:
http://www.salvaleforeste.it/View-document/599-Failing-governance-Avoiding-responsibilities.html?format=raw&tmpl=component


Articolo tratto dal sito Salva le Foreste.it

giovedì 15 ottobre 2009

"Danno alla salute", La Tua...


"Danno alla salute", La Tua Fano contro la centrale di Schieppe
23/09/09 Fano (Pesaro Urbino) - “Un danno alla salute ed alla serenità dei cittadini”. La segreteria de La Tua Fano, in una nota, definisce così la realizzazione della centrale a biomasse di Schieppe. Un impianto che continua a far discutere e a richiamare l’attenzione di cittadini e politici.

Si è infatti svolta, il 12 settembre scorso, nella sala consiliare di Orciano, l’ultima delle tante assemblee pubbliche relative alla centrale termoelettrica a biomasse da costruirsi nel territorio di Schieppe. All’incontro erano presenti anche i rappresentanti della lista civica La Tua Fano. “La realizzazione dell’impianto - si legge in una nota pubblicata dalla segreteria del partito - la cui pratica è stata bloccata per cinque anni grazie alla tenacia dei comitati, di varie amministrazioni municipali, tra cui Fano, e svariati ricorsi al TAR, è stata nuovamente autorizzata dal Direttore del Dipartimento Territorio-Ambiente della Regione Marche tramite il decreto n. 24 di poche settimane fa. La lista Civica La Tua Fano, che ha partecipato come sempre all’incontro, continuerà ad impegnarsi affinché il provvedimento sia revocato in quanto è profondamente contraria all’impianto, per ragioni tanto semplici quanto evidenti: l’impatto ambientale, i possibili danni alla agricoltura di qualità, al turismo rurale ed enogastronomico che si sta promuovendo, alla salute della popolazione abitante in aree limitrofe e, non da ultimo, alle ripercussioni economiche per l’intera valle del Metauro. Analoghe considerazioni sono state espresse e condivise pure da parlamentari nazionali e da esponenti politici provinciali dell’IDV, appartenenti comunque alla stessa maggioranza che sostiene anche il governo della regione, che ci auguriamo mantengano le loro posizioni a riguardo e, soprattutto, non incorrano in fugaci vuoti di memoria superate le elezioni Regionali di marzo 2010”.

“Notiamo con piacere queste prese di posizione e l’impegno a portare fino in Parlamento tale problema - Ci permettiamo tuttavia di nella semplicità del nostro agire di lista civica, una soluzione più immediata ed efficace: intervenire politicamente con atti concreti e non proclami sull’attuale amministrazione regionale (come detto amica) per cancellare definitivamente questo osteggiato provvedimento, da essa fortemente voluto.

La Tua Fano, insieme al coordinamento dei comitati di difesa delle Valli del Metauro e al Sindaco di Fano Stefano Aguzzi, che ha sempre sostenuto tale battaglia anche in tempi non sospetti, nel ribadire l’assoluta contrarietà riguardo a tale centrale, vigilerà attenta anche sul lavoro degli amministratori pubblici che in questi anni hanno negato quella corretta informazione, trascinando fino ad oggi, con approssimazione ed incuria, una questione che rischia di essere un danno alla salute ed alla serenità dei cittadini”.

Redazione Fanoinforma

Articolo tratto da " Fano informa"

sabato 10 ottobre 2009

NANOPARTICELLE




Quindi l’attività di un inceneritore (http://it.youtube.com/watch?v=jWXnHMgEUR8 ) produce delle sostanze - polveri sottili e nano-particelle - di microscopiche dimensioni che s’insinuano nell’organismo umano attraverso l’apparato respiratorio ed anche attraverso l’apparato digerente, dato che le particelle si depositano anche sulle coltivazioni prossime agli impianti.

Qualsiasi sorgente ad alta temperatura provoca la formazione di particolato; più elevata è la temperatura, minore è la dimensione delle particelle prodotte; più la particella è piccola, più questa è capace di penetrare nei tessuti; ed inoltre non esistono meccanismi biologici o artificiali capaci di eliminare il particolato una volta che questo sia stato importato da un organo o da un tessuto: insomma le particelle durano per sempre.

Il corpo, non riconoscendo le nano-particelle, le isola come corpi estranei e questo, nel corso del tempo, può generare un gravissimo processo infiammatorio. In questi casi si parla di nano-patologie.
Sensibile a queste tematiche che riguardano la salute di tutti, Primafilm, distretto creativo e tecnologico indipendente, presenta una nuova grande sfida: un viaggio nel mondo delle polveri sottili, delle nano-particelle e delle possibili alternative, attraverso un film-documentario, Sporchi da Morire ( http://www.sporchidamorire.com).

Articolo tratto dal sito "Sporchi da Morire"

sabato 26 settembre 2009

STOP ALLA CENTRALE A BIOMASSE


Con questo titolo si apre un articolo che ho trovato nel sito " Il Ponente", un evidente segno delle problematiche che stanno portando queste "opere" che si vantano di essere bio...

La Confederazione Cobas di Savona annuncia la sua adesione all’iniziativa del 2 ottobre per fermare la cosiddetta centrale a biomasse nell’ex-Ferrania, che non porterebbe posti di lavoro, anzi ne fermerebbe il recupero, andando non oltre i 20 posti, secondo le stesse dichiarazioni di Ferrania.
Ma il punto resta l’impatto ambientale, periziato dall’Ordine dei Medici nel 2007 con un’emissione di polveri sottili cancerogene ben 18 volte superiori a quanto ipotizzato
nel progetto e un inquinamento pari a quello del traffico urbano dell’intera città di Savona!
Sono tante, in queste ore, le adesioni all’iniziativa da tutta la Liguria e dal Piemonte.
Abbiamo fermato la centrale a carbone, fermeremo la centrale a biomasse, consapevoli che tutte le centrali a biomasse in Italia sono finite poi con il bruciare il CDR!
Chiediamo l’adesione dei medici, degli scienziati, dei docenti universitari per denunciare questo ennesimo progetto da parte del partito degli affari, che non porta occupazione ma inquinamento e nuove malattie, di cui la Valbormida non ha bisogno.
Confederazione Cobas Savona

Articolo tratto da "il ponente" la voce di Savona e provincia

lunedì 14 settembre 2009

...Non c'e' due senza tre e la quarta puo' toccare proprio a te!!!

Sembra che queste centrali elettriche a biomasse non si riescano a fermare, nascono come funghi!

Sappiamo che energeticamente non convengono, sappiamo che inquinano esageratamente, ma perché le fanno? Sappiamo anche questo! Grazie alla legge sulle energie rinnovabili ed assimilate ci sono una montagna di miliardi di euro che aspettano di essere spartiti dai soliti furbetti e c'è chi a ogni costo (non il suo ovviamente) non vuole proprio farsi scappare l'occasione.

I mie complimenti a sua eminenza ma che dico sua maestà, no meglio al "Marchese" Galan e a tutti i suoi sindaci, "subalterni" che per ovvi motivi non posso descrivere, come vorrei.

Qualcuno potrebbe rinfacciarmi il fatto di non essere politicamente corretto e che gli epiteti in questo caso li usano solo gli sciocchi, forse è vero, ma lascio a voi decidere ...io ve lo concedo!

Dopo aver letto il documento "Deliberazioni della Giunta Regionale N. 394 del 24 febbraio 2009" messo in evidenza come il solito da quel segugio di Gianfranco Battiston mi sono ricordato di un film con Sordi "Il Marchese del Grillo" e di quello spezzone che alla fine chiaramente descrive quello che siamo per "loro":
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Per l'interesse economico di pochi "amici" del "Marchese" tutti noi ne facciamo le spese!
Una centrale a Summaga, una centrale a Fossalta e una a Lugugnana
e tutte con il benestare dei rispettivi sindaci e consiglieri.

Ha ha ha che risate... a qualcuno potrebbe sorgere il dubbio di non aver votato per bene... Ma basta davvero aver esercitato il diritto di voto per avere la coscienza apposto?

In un futuro non remoto quando i vostri campi saranno contaminati, le vostre case vicino alle centrali a biomassa non varranno più nulla saprete chi ringraziare, quando ci saranno i primi ammalati di tumore per le nanoparticelle saprete di chi e' la responsabilità.

Forse un giorno qualcuno potrà chiedere a questi individui conto delle loro azioni ma loro dalle loro "carrozze" vi risponderanno come il Marchese del Grillo.

Non aspettiamo il peggio, muoviamoci ora!!!

Volete fare qualcosa ma non sapete cosa? Scriveteci!! info@caveneto.org

Rimanere completamente inerti vi rende complici responsabili!



giovedì 10 settembre 2009

No alla centrale anche su Facebbok



Anche noi sfruttiamo il fenomeno mediatico di Facebook, ci auguriamo che possa contribuire all'informazione di ciò che stà accadendo con la realizzazione della centrale a biomasse nella frazione di Portogruaro, non possiamo permetterci che qualcuno possa poi giustificarsi con un "non lo sapevo".
Dal Gruppo no Centrale:

Ma le centrali elettriche a biomasse sono davvero tutte buone perchè "Bio"?
Purtroppo NO, sfortunatamente con forti interessi economici in ballo, chi ha interesse a farlo offre una rappresentazione parziale dei fatti, mostrando alcuni aspetti e trascurandone altri, e come spesso accade gli aspetti trascurati spesso sono quelli di maggiore importanza.
Non viene quasi mai esposto che per alimentare queste centrali a biomasse dovrebbe essere messo a coltivazione un'area di gran lunga maggiore del territorio disponibile con la conseguente necessità di importare materia prima dall'estero come i paesi dell'est e dall'estremo oriente con l'inquinamento derivato dalla lavorazione e dalle fasi di trasporto oltre che dai concimi chimici e dai pesticidi che ci verranno recapitati direttamente con la consegna.
Chiaro è che non c'è territorio sufficente per lecoltivazioni necessarie alla produzione e quindi come è già successo si potranno bruciare anche i famosi CDR (combustibile da rifiuti) con buona pace della salute dei cittadini.
Ogni combustione produce inquinanti non possiamo quindi illuderci che i vegetali non lo facciano.
No alla centrale a olii combustibili di Summaga di Portogruaro non è la soluzione ai problemi energetici ma è solo un modo per sfruttare i finanziamenti disponibili e i fondi derivanti dal CIP6, che però paghiamo noi con le nostre tasse e nelle bollette dell'ENEL. Fondi che invece di esse investiti per le fonti rinnovabili pulite vanno in tasca a imprenditori senza scrupoli per bruciare inutilmente materiale con gravi conseguenze su l territorio e la popolazione.

"...Questo significa che se il Cip6, che noi paghiamo nelle nostre bollette Enel, andasse alle fonti veramente rinnovabili in Italia ci sarebbe convenienza ad andare sul solare, non sugli inceneritori!" e sulle nuove centrali a biomasse,
"...come hanno dimostrato gli studi del dottor Stefano Montanari e della dottoressa Antonietta Gatti, producono pericolosissime nanoparticelle inorganiche (Pm 2,5 fino a Pm 0,01) che penetrano nel sangue e da lì si depositano negli organi del corpo umano e sono causa di gravi malattie, tra queste il cancro. Sono le cosiddettenanopatologie.

Queste nanopolveri si creano tramite le altissime temperature che si generano. Una storia già vista anche presso la centrale Enel ad olio combustibile di Porto Tolle (dove Tatò,Scaroni ed Enel sono stati condannati a risarcire tre milioni di euro), tra i reduci della Guerra del Kossovo e in Irak (la cosidetta "Sindrome del Golfo" causata dai proiettili ad uranio impoverito o al tungsteno), nel crollo delle Torri Gemelle a New York e nelle zone industriali. Anche alcuni Filtri Antiparticolato sono fortemente sospettati di produrre le pericolose nanoparticelle."

Per tutto questo ma soprattutto per il nostro futuro e la nostra salute diciamo NO alle nuove centrali a biomasse, no alla centrale Cereal Docks di Summaga di Portogruaro (VE)!

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